Novità

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Un Grillo per la Testa

“UN GRILLO PER LA TESTA” è un testo teatrale di grande effetto, che ripercorre le azioni principali della storia di Pinocchio rimanendo fedele al testo originale di Collodi, che fa emergere una linea drammaturgica semplice  permettendo anche  il non utilizzo della scenografia. Le battute dei personaggi descrivono i luoghi e gli ambienti, dove si svolge l’azione scenica, e quindi il contesto potrebbe essere semplicemente immaginato dal nostro giovane pubblico.
Unico elemento di novità, rispetto alla storia classica, è il personaggio  di Lucignolo, che si intromette inaspettatamente durante tutto il corso dello spettacolo per commentare ciò che accade, con gli occhi di quello  che potrebbe essere, a nostro avviso, un giovane di oggi.
In contrasto con il grillo, che rappresenta la voce narrante dotata del rigore dell’ufficialità, Lucignolo darà vita, a momenti divertenti e spassosi, che renderanno lo spettacolo più dinamico ed inaspettato.
Pinocchio rimane, invece, fedele al personaggio tradizionale, come lo ha descritto Carlo Collodi; e così pure Geppetto, la Fata, il Gatto e la Volpe sono i personaggi che ben conosciamo.

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Le Dame De Chez Maxim (di G. Feydeau)

“La Dama di Chez Maxim” è considerata a giusta ragione il capolavoro di Georges Feydeau.

Scritta nel 1899, è uno spettacolo che esplode in un turbine di situazioni comiche, con quel ritmo inarrestabile e un poco folle che è la caratteristica del genio comico di Feydeau. Il gioco scenico è sostenuto da una satira fortemente graffiante e soprattutto dal ritratto memorabile della Môme Crevette, straordinariamente comico eppure di grande verità umana.

Gli ingredienti originari sono spettacolarità, ricchezza delle parti (quasi a voler presentare scene di massa sul palco), fondali preziosi, curatissimi costumi e una articolata lunghezza per i nostri tempi difficilmente comprensibile, ma che era pienamente giustificata dalle funzioni “rituali” del teatro ottocentesco, più che mai luogo d’incontro e discussione per la società bene.

 La commedia è una irresistibile girandola di battute fulminanti, di malintesi, che inizia quando l’inappuntabile e sposato Monsieur Luciano Petypon, dopo una notte di follie, si ritrova al mattino tra le braccia della Môme Crevette, ballerina del Moulin Rouge.

Nasconderla alla moglie, con l’aiuto dell’amico Dr. Mongicourt, sembra impossibile ma, di trovata in trovata, quel prestigiatore della scena che è Feydeau riesce non solo a creare per la Crevette un ruolo angelico ma perfino a portarla ad insegnare “belle maniere” parigine alle provincialissime invitate del castello di Membrole, dove è stata invitata ad un matrimonio come Signora Petypon.